The Future of Science and Ethics 
 
Call for Papers 
 
Volume 2 – numero 1 – giugno 2017
 
Volume 2 – numero 2 – novembre 2017
 

Post-verità

 

Secondo gli Oxford Dictionaries, post-truth è l’espressione dell’anno per il 2016 e denota, o riguarda, le circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel conformare l’opinione pubblica rispetto agli appelli all’emozione o alle credenze personali. Il Vocabolario Treccani la definisce “Argomentazione, caratterizzata da un forte appello all’emotività, che basandosi su credenze diffuse e non su fatti verificati tende a essere accettata come veritiera, influenzando l’opinione pubblica”.

 

Il concetto, nato all’interno della discussione pubblica di natura politica, si è rapidamente diffuso in molteplici ambiti, in particolare nel settore della scienza e della tutela della salute, con implicazioni o danni potenziali molto seri per le persone e per la società nel suo insieme. Basti pensare a tematiche quali i rischi da vaccinazioni o OGM, l’attendibilità delle medicine complementari o alternative, l’offerta di cure basate su pseudo-teorie immaginifiche, la diffusione e pericolosità del c.d. elettrosmog, la possibilità di prevedere con esattezza l’insorgere di un terremoto con le conoscenze e strumentazioni attuali e, in generale, la diffidenza verso l’innovazione e il propagarsi di atteggiamenti fondati sulla superstizione.

 

La comunità scientifica è sempre più chiamata a farsi carico di fornire informazioni basate sulle evidenze e a contrastare attivamente le notizie infondate che circolano, particolarmente sui social media e riguardanti l’ambito della salute umana. Tuttavia, è possibile che ricercatori e medici agiscano entro ‘camere dell’eco’, bolle mediatiche, in cui solo le persone già convinte dai loro argomenti tendono a consolidare le proprie certezze. Si otterrebbe cioè l’opposto di quanto ci si è prefissati: gli scienziati finirebbero per alienare proprio quegli utenti a cui avrebbero voluto e dovuto parlare.

 

Il modello del “deficit di informazione”, secondo cui le valutazioni ‘erronee’ delle persone sarebbero dovute a carenze informative e che quindi fornire semplicemente le informazioni corrette risolverebbe il problema, ha fallito: anche in presenza di dati attendibili secondo il metodo scientifico, raramente le persone modificano le proprie credenze e quindi i propri comportamenti.

 

La call for papers è dedicata ad approfondire la tematica partendo da molteplici prospettive disciplinari e analizzando le ragioni per le quali la post-verità nasce, si afferma e dilaga nel mondo contemporaneo e come essa già condizioni il bene comune e la vita dei singoli.